Pasquale Giuseppe Rotatore

19/03/1963 - 19/08/2001  

Lunedì 20 Agosto nella Chiesetta della Madonna del Carmine a S. Cono di Rosalì R.C. alle ore 18 circa, a distanza di 24 ore dalla tua dipartita ti rivolgevo l’estremo e straziante saluto da fraterno amico, da mancato compare (questa è un’altra perla di gioia che ci volevi ancora regalare e che io ho saputo dopo la tua morte), da Presidente dell’Associazione che hai da sempre servito con grande amore ed efficacia. Associazione nella quale rappresentavi il punto più alto della trasparenza, garanzia assoluta di onestà: eri l’Amministratore - anche se ti piaceva essere definito il Tesoriere. Eri e resterai il dirigente, il responsabile le cui impronte del tuo impegno resteranno impresse ovunque: non c’è iniziativa o struttura dove non c’è impresso il tuo segno. Eri e resterai l’amico i cui segni rimarranno in tante nostre case, chiese, piazze, istituzioni.

 “PASQUALE, siamo tutti qui, familiari, amici, conoscenti e noi della tua Associazione, raccolti intorno a TE stretti dagli stessi sentimenti, dagli stessi intenti e dallo stesso dolore.
Quel dolore che stringe il nostro cuore e ci accomuna a quello straziato della tua famiglia e dalla tua amata Anna.
In questo momento così buio e triste, anche se è un pomeriggio soleggiato d’estate, c’è il vuoto dentro ed intorno a noi. Ma non sarà sempre così, perché il domani, con Te accanto, si riempirà di una luce che illuminerà il nostro cammino come lo intendevi Tu.
La tua non è una dipartita, è piuttosto l’inizio più consapevole, per tutti noi, di dover continuare la tua opera intrapresa sin dall’inizio, insieme a quei pochi che vi credevano, con tanta forza, precisione, competenza e soprattutto insuperabile amore, sentimenti che hai sempre profuso nell’affrontare tutte le attività di cui ti rendevi infallibile promotore.
Le tue parole “Vai avanti, segui il tuo cammino” resteranno incise per sempre nel cuore di tutti, ma in special modo, nel cuore di chi, si è trovato ad esser impotente di fronte alle avversità che avevano avvolto il tuo corpo, ma non la tua mente, sempre lucida fino alla fine a tal punto da non creare ombre attorno a Te.
Tu dovevi ricevere forza ed invece la trasmettevi, dovevi ricevere aiuto ed invece lo davi a chi ti stava accanto, e talvolta i tuoi silenzi, i tuoi sguardi erano più eloquenti delle parole, di quelle parole non dette, ma sospese nell’aria.
E noi che sapevamo quanto breve sarebbe stata la tua permanenza, abbiamo approfittato e beneficiato del tuo operare fino alla fine. Le tue parole saranno per noi la forza che ci permetterà di proseguire il nostro cammino più speditamente, perché adesso il principale obiettivo, quello cioè di realizzare quel desiderio che TU per primo hai coltivato, sarà la nostra meta e ci sforzeremo di raggiungerla nel minor tempo possibile.
La tua dipartita ed il tempo che verrà non dovranno essere vissuti nel dolore, ma nella gioia interiore che dischiude gli orizzonti al bene ed alla partecipazione corale.
Tu volevi vederci tutti raccolti: eccoti esaudito, siamo tutti stretti attorno a TE, ma sappi, che per noi, questo non è un addio, ma un Ciao, perché TU sarai e resterai la nostra guida e per questo TI salutiamo con un caloroso, affettuoso abbraccio e TI diciamo

 GRAZIE PASQUALE perché sei stato il migliore”.

 

Il 13 Settembre tutta l’Associazione riunita al verde pubblico di Salice in forma solenne e commossa ti ha reso onore con il dono più grande, certa del tuo gradimento, dando il tuo nome alla Casa della Solidarietà che hai dal primo istante amato e per la quale ti sei estremamente impegnato per comprarla e progettarla: da oggi sarà chiamata “Casa della Solidarietà Pasquale Rotatore”. Tramite il diacono Enzo Petrolino abbiamo innalzato al Signore il ringraziamento più alto di aver ricevuto la grazia della tua amicizia e del tuo servizio, sicuri che da oggi potremo usufruire della vicinanza e dell’Amore del Padre e che con più forza e volontà spirituale, da Lassù ci guiderai e aiuterai!

Domenica 23 Settembre, dopo la visita e la preghiera di fronte alla tua tomba - nella Chiesa della Madonna della Misericordia in Salice di R.C. durante la celebrazione della S. Messa, in tuo suffragio, celebrata dal sacerdote Don Giuseppe Abramo, è stato dato l’annuncio ufficiale che la Casa della Solidarietà porterà il tuo nome.

Questo gesto, per noi doveroso, esemplare quanto imprevedibile fino ad alcuni mesi fa, in quanto tutto potevamo pensare che questa tua grande ed insistente idea nel preparare, comprare e progettare la casa doveva alla fine ricordarti perennemente!

Sei stato il primo ad intuire, anni fa, che come Associazione dovevamo realizzare qualcosa di grande, qualcosa che sintetizzasse il nostro meraviglioso impegno quotidiano, qualcosa che sul territorio imprimesse un segno forte, visibile, aggregante, facilmente percepibile di Solidarietà.

Tu pensavi - e avevi ragione - che il nostro volontariato - questa nostra continua azione di solidarietà, anche se ricca di gratuità e di amore, era poco percepibile sul nostro territorio poco arato a questa cultura, per cui temevi che le nostre attività culturali, sociali con il tempo si potevano disperdere senza avere portato i frutti sperati o meglio, senza raccogliere quanto di buono avevamo seminato.

Mi dicevi: Presidente, dobbiamo trovare una struttura (un giardino, una casa o villetta abbandonata, un grande edificio pubblico non utilizzato con cortile) e farla nostra affinchè simboleggi, rappresenti, identifichi la nostra idea di solidarietà.

Questa idea è stata la tua, Pasquale! E non hai avuto alcuna esitazione alla prima occasione ritenuta opportuna.

E quando hai letto da un annuncio di agenzia che a Catona in via Romana, zona centrale, vicino la stazione c’era un immobile in vendita e sei andato a vederlo, non hai avuto esitazione a dirmi: Presidente fa al caso nostro!

Tale era il Tuo entusiasmo, la tua convinzione, la tua determinazione che hai coinvolto tutti, per cui non mi sono curato di eventuali rischi che potevano insorgere soprattutto economici (cosa poi puntualmente avvenuta).

Ricordo le riunioni del Direttivo e dei Soci: da un lato constatavo la tua convinta facilità nel concludere la grande e importante operazione (anche se eri cosciente delle difficoltà), dall’altro la “paura” (giustificata) che l’operazione sottendeva. Hai vinto Tu!

La Provvidenza ci è venuta incontro.

Tra prestiti, dono della proprietaria della casa, fondo cassa dell’Associazione e donazioni varie soprattutto dei nostri volontari siamo riusciti a comprare l’immobile. Ma la tua vittoria più grande è stata un’altra. Mi hai “ossessionato” per mesi spiegandomi quanto era importante far capire alla gente “ Il perché della Casa”.

Quante volte abbiamo riscritto il testo?

Letture e riletture, lavori di gruppo, correzioni e controcorrezioni. Alla fine sei stato contento con l’ultima “pennellata” fatta da Don Antonio Iachino, Direttore della Caritas Diocesana. Oggi siamo tutti convinti che è un grande capolavoro di Solidarietà.

Ai contenuti dovevano essere collegate le immagini: ecco il depliant, costruiamo insieme la Casa della Solidarietà.

Non contento ci hai fatto anche studiare: guida facile al FOUND RAISING, cioè quel complesso di attività che l’Organizzazione di volontariato mette in atto per la creazione di rapporti di interesse per chi chiede risorse economiche, materiali e umane in funzione dello scopo statutario e chi è potenzialmente disponibile a donarle…. Ecco le due lettere: La Sestina di qualità e i “sette obiettivi”, ma soprattutto la grande iniziativa di sensibilizzazione per le richieste in tutta Italia.

Come eri felice quando abbiamo organizzato il Patto di Amicizia tra le due città di Reggio, quanto hai pianto quando con il servizio di Telespazio hai visto scorrere le immagini della struttura di via Romana a Catona!

Te ne sei andato con un cruccio: volevi che scrivessimo il libro sulla nostra Associazione, non tanto per mettere in evidenza le attività svolte, quanto per spiegare la sua essenza: quanto eri profondo nei sentimenti! Hai percepito e vissuto il progetto di “Nuova Solidarietà” nella sua vera e sana radice, desideravi che si praticasse più solidarietà anziché che se ne parlasse. Puntavi sull’essere, anziché sul fare. Anche se la tua testimonianza è un libro aperto di “Pedagogia dei fatti” dal quale tutti dobbiamo attingere.

Pasquale, anche a me piace scrivere la nostra storia, anche se è un impegno molto gravoso. Non ti promettiamo nulla, tenteremo di scrivere questo libro, ma sono sicuro che anche se non riusciremo a stamparlo, tu sarai ugualmente contento, perché lo stiamo scrivendo quotidianamente, riempendo le pagine ogni giorno di fatti e storie concrete di solidarietà e che la “Casa della Solidarietà” ci consentirà di leggere chiaramente.

Tu sai quanto amore e amicizia reciproca c’è stata, siamo talmente “impregnati” di Te che non c’è bisogno di commemorarti, di ricordarti oggi: sei noi stessi! Ma è bene per coloro che vivranno dopo di noi metterli nelle condizioni di conoscere quanto sei stato grande!

“La tua dipartita e il tempo che verrà non dovranno essere vissuti nel dolore, ma nella gioia interiore che  rischiara gli orizzonti al bene e alla partecipazione corale.

Ti confesso –a distanza di giorni dal tuo distacco- quando penso a momenti, fatti, circostanze del nostro vissuto, mentre ci ragiono sopra, mi scendono in modo spontaneo le lacrime. E pensare che ero convinto che non ne sarebbero scese più sul mio volto, perché credevo che si erano prosciugate  dopo averne buttate a fiumi, di nascosto, per anni e precisamente da quando il 25 dicembre 1998, giorno di Natale, un luminare mi aveva confidato che non avevi nessuna speranza di guarigione!

Anni duri, difficili, tristi e anche contrastanti, perché ci regalavi tanta gioia! Quant’era difficile per me, noi, per l’amico che più hai voluto bene, comportarsi in modo normale!

“Tu dovevi ricevere forza e invece la trasmettevi, dovevi ricevere aiuto e invece lo davi a chi ti stava accanto, e talvolta i tuoi silenzi, i tuoi sguardi erano più eloquenti delle parole, di quelle parole non dette ma sospese nell’aria”.

“E noi che sapevamo quanto breve sarebbe stata la tua permanenza, abbiamo approfittato e beneficiato del tuo operare fino alla fine”.

“Nella Croce di Cristo non solo si è compiuta la Redenzione mediante la sofferenza, ma anche la sofferenza umana è stata redenta (…) Cristo ha elevato insieme la sofferenza umana a livello di Redenzione. Quindi anche ogni uomo, nella sua sofferenza, può diventare partecipe della sofferenza redentiva di Cristo” (Salvifici Dolomis, 19)

Pasquale, tu che hai partecipato con la tua sofferenza alla sofferenza redentiva di Cristo, oggi sicuramente siedi accanto a Lui, per cui sei investito della Sua luce e potenza. Oggi ti chiediamo di pregare, aiutare e illuminare la tua famiglia, la tua cara e sublime Anna, la nostra Associazione, la nostra comunità affinché si diventi più solidali  e “sappi, che per noi, questo non è un addio, ma un ciao, perché Tu sarai e resterai la nostra guida e per questo ti salutiamo con un caloroso, affettuoso abbraccio e ti diciamo

GRAZIE PASQUALE, perché sei stato il migliore.

A nome di tutti”.

                                                                            Il Presidente
                                                                          Dott. Fortunato Scopellit
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